Il mio negozio di fiducia si è rivolto a un altro laboratorio, il quale ha impiegato tantissimo tempo a sviluppare i rullini. Uno dei due è addirittura ancora in lavorazione.
L'altro, quello dove avevo la maggior parte degli scatti della manifestazione del tre ottobre, contiene fotografie piuttosto deludenti, specialmente se confrontate con quelle pubblicate nell'articolo "In un mondo ideale".
Tanti scatti sono fuori fuoco e alcuni anche sovraesposti. Purtroppo ho sottovalutato completamente la natura dinamica di un corteo come quello, e pensare di scattare tutto completamente in modalità manuale, facendo a mano anche la messa a fuoco è pura follia. Su molti scatti mi sono trovato costretto a scegliere se cogliere l'attimo o aggiustare la messa a fuoco.Qualche scatto da salvare c'è: il migliore è (guarda che coincidenza!) l'unico dove i miei soggetti si sono messi in posa, dandomi il tempo di fare tutto correttamente.
Intanto sono felice che gli ostaggi israeliani siano ritornati a casa: ho sempre pensato infatti che il loro fosse un destino terribile, aggravato da una dura realtà nella quale chi avrebbe dovuto riportarli a casa preferiva di fatto continuare a tirargli le bombe in testa.
Sono stato contestato diverse volte da quando sono stato alla manifestazione del tre ottobre. Mi sono stati contestati il vandalismo e le violenze perpetrate a Milano qualche giorno prima: ovviamente ho risposto sottolineando la natura eterogenea di un corteo che si forma spontaneamente e sul quale non può esserci controllo "all'ingresso". Basti pensare a come in più di un'occasione si è chiesto ai manifestanti di portare solo bandiere della Palestina e a come queste bandiere poi, siano state letteralmente inghiottite dalle bandiere di partito.
Infine mi è stato contestato il fatto, ben più grave, che a quella stessa manifestazione qualcuno ha esposto un ignobile striscione che recitava: "7 ottobre, giornata della resistenza palestinese".
Follia allo stato puro. Nessuno potrà convincermi che quelli del 7 ottobre fossero atti di resistenza. Continuo a reputarli atti di terrorismo e come tali credo che vadano disprezzati. Nessuna resistenza colpisce i civili.
Ciò che non ho apprezzato per niente è stato il tentativo di far diventare quello striscione rappresentativo di tutto il movimento, salvo poi ritrattare quando si è venuto a sapere di come chi ha sollevato quello striscione durante gli anni di piombo fosse vicino alle Brigate Rosse. Come può il pensiero di chi è stato vicino alle BR essere rappresentativo di un corteo tanto grande? Se le BR avessero beneficiato di tutto quel consenso popolare probabilmente oggi saremmo uno stato comunista.
Infine la sera del mio compleanno ho visto un film: "La voce di Hind Rajab".
Ne parlerò domani: oggi non saprei da dove iniziare.
Spero solo che comunque vada si continui a discutere della questione anche se mi sembra che l'attenzione sia già scemata.
Seguiranno altre foto in bianco e nero che, forse, saranno migliori perché realizzate con una yashica dotata di autofocus.
Inoltre comincerò a scrivere un po' più di frequente. Scrivere è sempre il modo migliore per farsi capire.
Daniele

Commenti
Posta un commento