Ieri ho partecipato ad un nuovo corteo per Gaza e purtroppo non ho ancora foto da mostrarvi (quella che vedete qui in alto è del 22 settembre).
Il motivo è che ho scelto di scattare in pellicola (piccolo capriccio personale) ed attualmente le pellicole sono in laboratorio per lo sviluppo.
Mi sono unito alla CGIL in Piazza Vittorio. Appuntamento alle otto e trenta. Ho portato con me le mie fotocamere analogiche: una Yashica automatica e una Zenit che di automatico ha solo una specie di esposimetro che dovrebbe servire ad avere un'idea di massima della luce; chissà se funziona!
Nel frattempo mi ha raggiunto l'amico Giuliano col quale si commenta la situazione. Percepisco che anche da lui è molto sentita. Non potevo trovare compagno migliore per questa protesta.
Il corteo parte alla volta di piazza dei cinquecento alle dieci e un quarto: molto lento e faticoso, ma mentre il corteo va formandosi anche con l'affluenza di altri gruppi, piano piano, mi rendo conto che una cosa del genere non l'ho mai vista. Siamo tantissimi e protestiamo tutti per lo stesso motivo. È un'emozione che tutti, almeno una volta nella vita, dovrebbero provare: sentirsi parte di una comunità che come un singolo individuo si propone di manifestare il proprio dissenso.
Raggiunta piazza dei cinquecento Giuliano vuole raggiungere una sua amica che protesta con Emergency, quindi lasciamo la CGIL e ci facciamo strada verso la testa del corteo. Lungo il tragitto vengo letteralmente stregato da una forma di protesta che solo successivamente avrei saputo come si chiama. Una decina di ragazzi armati di percussioni di ogni tipo suonano un ritmo potentissimo mentre davanti a loro un gruppo di danzatori balla sul ritmo dei tamburi. Sarà la mia innata passione per la musica a farmi pensare: - mi incollo a loro e non li mollo più -? Probabile! Saluto Giuliano e proseguo con loro. I cori ora hanno un ritmo molto più preciso. Chiedo a una ragazza che suona a cosa sto assistendo:
- La Murga! - mi risponde.
La Murga è una forma di teatro di strada che si fonde con la protesta. Cerco di carpire più nomi possibili da tutti gli adesivi incollati sui tamburi: "Sin-con-trullo". Li ho trovati. Provano ogni martedì al centro sociale Acrobax. Inutile dire che Martedì prossimo andrò a provare con loro per conoscere da vicino la magia della Murga!
Proseguiamo ancora un po' fin quando stanco morto e col rullino pieno di ricordi mi accascio a terra. La schiena mi sta uccidendo e i piedi mi fanno malissimo. Proseguono senza di me. Sento i tamburi allontanarsi.
Mi rendo conto che sto sorridendo. Riprendo fiato, mangio qualcosa e porto i rullini a sviluppare.
Il giorno successivo ho dovuto lavorare e non sono riuscito a partecipare, ma la manifestazione pare sia stata anche più bella.
Sempre il giorno successivo Giorgia Meloni ha sospeso alcune forniture di armi a Israele che certamente sarebbero state usate a Gaza.
Fra qualche giorno, spero prima possibile, pubblicherò le foto.
Daniele

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